Teatro
collana curata da Daniela Ariano

Daniela Ariano
I PASSI SUL GHIACCIO
e altri corti
Daniela Ariano
L'ULTIMA NOTTE DI NOZZE
       

Il mondo non è un palcoscenico? E cos’è altro? recitava Ninetto ne i “Dialoghetti sul cinema e il teatro” di Pasolini, e dal passato gli fanno eco le parole pronunciate da Antonio ne “Il mercante di Venezia”: il mondo io lo tengo in conto solo per quel che è: un palcoscenico sul quale ognuno recita la parte che gli è assegnata. Uomo e maschera che si incontrano sul piano vitale dell’esistenza, il mondo che si fa palcoscenico e il palcoscenico che si fa mondo in un continuo specchiarsi l’uno dentro l’altro, per giungere a una verità che ne contiene forse altre cento. L’importante è che dietro a ogni verità ci sia una ricerca continua, un continuo setacciare nella sabbia o nella melma, anche sporcandosi le mani, il viso e l’anima.
Questo è il teatro, oggi come ieri. Un interminabile viaggio tra l’uomo e l’io, un ponte tra l’essere e l’apparire, tra il fuori e il dentro. Poi ogni epoca ha i suoi linguaggi e le sue voci per essere narrata, voci che spesso chiedono solo di essere ascoltate.
Per questo nasce la nuova collana di teatro di Terre Sommerse che nella sua sigla TST racchiude tre percorsi ben distinti ma che corrono paralleli tra di loro.

scritture sceniche in movimento
Collana dedicata alla nuova drammaturgia.
Come curatrice di collana, in sinergia con l’editore Fabio Furnari che mi ha generosamente offerto questo ruolo, ho scelto scientemente di parlare di scrittura scenica anziché drammaturgica perché un testo teatrale, anche trasformato in carta stampata, resta sempre un testo teatrale, ossia una scrittura destinata ad approdare in teatro per essere ascoltata e osservata, in un certo senso vissuta dal vero. Inoltre c’è da dire che un testo teatrale è prima di tutto un copione e quindi una pagina in movimento, scritta non per restare eternamente immobile su una risma di fogli o nelle pagine di un libro, ma per essere riscritta cento o mille volte, perché un testo teatrale che non è stato sperimentato sulla scena è lettera morta, una larva che non sarà mai farfalla fino al giorno in cui si svestirà del bozzolo e proverà a volare.
In questo senso il drammaturgo non è più l’intellettuale assiso sul suo scranno come nel “Quando si è qualcuno” pirandelliano, e non è più neanche il “Dio-autore” ipotizzato da Strehler, ma si cala nella dimensione dell’artigiano, ossia colui che, col proprio lavoro, le proprie mani e la propria mente e, aggiungerei, col sudore di tutto il proprio corpo, produce un’arte o tante arti che agiscono tra di loro come vasi comunicanti. Come si può negare, ad esempio, l’energia teatrale insita nelle opere di artisti come Bill Viola o Studio Azzurro? E ancora, come si può non cogliere quanta arte visiva ci sia nelle messe in scena di una compagnia magica e fantasmagorica come quella di Fanny & Alexander?
Tutto questo è fare spettacolo, produrre emozioni. Certo trasferire queste emozioni in un libro può risultare un po’ azzardato, ma la parola è una fonte miracolosa e, spesso, è l’unico mezzo per far sentire che ci siamo. Per far sentire che il teatro, anche nel buio di un’epoca in cui l’apparire in televisione è a volte l’unico apparire riconosciuto, è ancora vivo, vitale e in continuo movimento.

diari di teatro
Collana di saggistica teatrale pensata come un diario di bordo.
Ogni volta che si monta uno spettacolo è come iniziare un viaggio su una nave colma di persone: regista, attori, tecnici e non ultimo il pubblico. La nave dei folli, mi verrebbe da dire, ed effettivamente se per follia intendiamo quella smania irrefrenabile che governa la gente di teatro, sicuramente lo è.
Ecco, lo scopo di questa sezione della collana TST è raccontare, giorno per giorno, le tappe di questi viaggi unici ed entusiasmanti.
Da “artigiano” del teatro ritengo che sarebbe utile avere dei testi in cui un autore o un regista ma anche un attore, un compositore, uno scenografo o addirittura – perché no? – un light designer, raccontino il proprio viaggio condotto attraverso la messa in scena di un’opera teatrale.
Utile ai tecnici del settore che hanno uno strumento di confronto in più, ma anche al pubblico che spesso gode del prodotto finito e non sa quanta fatica, quante ansie, quante difficoltà, ma anche quanta passione si nascondono dietro ad ogni lavoro, grande o piccolo che sia.

la fabbrica delle storie
Collana dedicata al teatro per l’infanzia.
Piccoli spettatori crescono, ma anche piccoli attori perché l’amore per il teatro inizia da bambini.
Del resto, chi meglio di un bambino con la sua curiosità, la sua leggerezza, la sua capacità di credere ancora all’impossibile, può apprezzare la magia che il teatro porta con sé? Non per nulla chiunque lavori nel mondo dello spettacolo ha lasciato intatto dentro di sé il bambino che era, e lì, in quella zona nascosta del proprio io, va ad attingere ogni volta che ha bisogno di energia.
Utile alle scuole che hanno uno strumento in più per avvicinare i bambini al teatro, ma anche per i singoli bambini che hanno modo di vivere il mondo magico delle favole attraverso uno strumento particolare che è quello del “testo teatrale”.

Daniela Ariano

 
 
 
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