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Alberto
Averini |
| RACCONTI |
| L’impressione che si ricava dopo una
prima lettura di questo libro, la cui composizione è costituita da
alcuni racconti e da aforismi, che l’Autore ha sapientemente corredato
in fasi e momenti diversi, è quella d’una narrazione pregevole
e ben strutturata. L’Averini, poeta di grande spessore, approda felicemente
sulla sponda della narrativa offrendo al lettore una parte di sé
che non ha mostrato prima d’ora e che risulta, invece, essere altamente
preziosa ed eticamente eccellente. Indubbiamente può essere notata,
percorrendo tutta l’opera, una sottile vena malinconica che riflette
forse l’intimo “IO” del nostro, che con grande puntualità
tratteggia personaggi e situazioni, ai quali intende dare vita … (tratto
dallaPrefazione di Nadia Angelici) |
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Note sull’autore
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Alberto Averini è nato a Bari nel 1944 e vive a
Roma dove si è laureato e ha insegnato per oltre 30 anni materie
letterarie nelle scuole superiori dedicandosi anche all’allestimento
e alla messa in scena di opere teatrali oltre che alla pittura su vetro.
Ha infatti iniziato giovanissimo ad amare l’arte, la letteratura,
il teatro, e già da bambino era un instancabile lettore di opere
di narrativa per l’infanzia e autore di composizioni poetiche. Soltanto
nella maturità ha trovato il “coraggio” di esporsi partecipando
a concorsi letterari e le sue liriche hanno conseguito lusinghieri ricono-scimenti.
Successivamente, superando la sua naturale ritrosia, ha pubblicato due sillogi
con la casa editrice Pagine, Catacombe d’avorio (nel 2000) che comprende
composizioni che datano dall’adolescenza, risa-lendo le prime al 1961,
e All’alba della sera (2004). Entrambe le raccolte hanno ricevuto
più volte premi letterari e menzioni. Contemporaneamente la sua esperienza
di autore si estendeva anche alla prosa, benché egli non venisse
meno alla sua ispirazione di impronta sempre e comunque preminentemente
lirica. Alcuni dei suoi racconti, come le poesie, hanno avuto positivi riscontri
collocandosi ai primi tre posti in concorsi letterari. La vincita del Premio
“è Tempo di Cultura” nel 2009, gli ha consentito di dare
alle stampe questa sua prima raccolta di Racconti. |
| Nel particolare |
… L’esperienza cristiana è proprio
esperienza di quella verità integrale che spetta all’uomo.
L’uomo è il luogo della partecipazione divina in cui tutta
la creazione si raccoglie come nel suo vertice e si fa dono del rendere
grazie alla divina bellezza creatrice. La bellezza suscita dunque uno stupore
originario che scaturisce propriamente da questo esser posto dell’uomo
dinnanzi alla presenza di ciò che è altro in quanto è
“donato”, in quanto proveniente da un “altrove”
non riconducibile al mondo degli “oggetti” d’uso e possesso
con cui siamo normalmente abituati a fare quotidianamente “i conti”.
Per questo l’essenza della bellezza, ciò a cui essa rinvia
nel suo presentarsi dinnanzi ai nostri occhi, è proprio quella di
essere “principio”, “origine”, arché nel
senso veramente temporale del termine. La bellezza come presenza rimanda
a ciò che è principiale e originario, “arcaico”,
non sulla linea di un tempo uniforme che tutto ingoia e trascina con sé,
quanto piuttosto come rinvio ad un passato “senza tempo” che
travalica il tempo fisico, in direzione di ciò che è eterno.
Lì si sofferma in punta di penna Alberto Averini e lì cattura
il lettore in una dimensione luminosa. (Niccolò Carosi) |
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Edizioni Terre Sommerse 2010
cop. a colori, f. 15x21, pag. 95
Genere: Narrativa
Collana: è Tempo di Cultura
Ean: 9046 - Isbn: 9878889874622
Prezzo di copertina: € 15,00 |
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