| La librerie sono piene di libri contenenti casi clinici
raccontati da illustri psicanalisti: dal celeberrimo “Studi sull’isteria:
il caso di Anna O.” di J. Breuer e S. Freud, al meno conosciuto,
ma non meno bello “Guarire d’amore” di I. D. Yalom,
passando per “Libido: simboli della trasformazione” in cui
C. G. Jung esamina la vita onirica di una misteriosa Miss. Miller, o il
“Labirinto verticale” di A. Carotenuto, “Matti per sbaglio”
di G. Schelotto, “Paura d’amare” di G. Daquino, e chi
più ne ha più ne metta. Così come sono piene di racconti
autobiografici di pazienti usciti freschi freschi dal tunnel delle proprie
patologie: da “Le parole per dirlo” di M. Cardinal a “Transfert”
di L. Kaufmann; da “Il cavaliere, la morte e il diavolo” di
F. Zorn a “La stanza del silenzio” di L. Schiller o “La
felicità difficile” di E. Wurtzel.
Insomma, il viaggio dell’anima realizzato da paziente e terapeuta
è stato più volte descritto e raccontato ma, chissà
perché, quasi sempre da uno solo dei due protagonisti. Spesso addirittura
di nascosto, senza che l’altro potesse partecipare alla nuova esperienza
se non applaudendo alla pubblicazione del libro.
Priorini viola questa tradizione di lunga data e, cavalcando il proprio,
naturale piacere di scrivere, coinvolge una sua paziente in una scrittura
a due mani. Entrambi si nascondono sotto pseudonimo – Sigismondo
Rei e Priscilla Savieri – e con la confidenza e la complicità
raggiunta in tre anni di analisi, iniziano a scrivere. Ognuno per proprio
conto. Per poi confrontarsi, correggersi, parlare ancora e poi ancora,
di nuovo… sforzandosi di arrivare ad una piena, reciproca comprensione.
Nasce così questo racconto, concepito quasi come un viaggio nei
territori accidentati dei disturbi alimentari. Un viaggio all’interno
del quale i due protagonisti si confidano - e ci confidano - le speranze,
le delusioni, il coraggio, le paure, le vittorie, le sconfitte, i sogni
e le fantasie che ognuno dei due ha suscitato nell’altro…
Due stili diversi di scrittura, due atteggiamenti interiori opposti e
contrari, un terapeuta e una paziente, un uomo e una donna: due mondi
apparentemente distanti anni luce l’uno dall’altro. Ne esce
un libro coinvolgente, dal ritmo serrato, appassionato e appassionante,
mai banale neppure quando i due protagonisti, per alleggerire la pressione,
prendono in giro se stessi.
Fu scritto nel 1998 e da allora, per tutta una serie di motivi, è
rimasto nel cassetto della scrivania del suo ideatore. Priscilla è
partita e vive all’estero; Sigismondo, pur continuando a scrivere,
si è rivolto verso altre tematiche. Fabio Furnari, editore e amico
di Piero Priorini, quasi per caso apre il cassetto della sua scrivania,
rispolvera il libro, lo legge, e decide di pubblicarlo. |